all'isola del cinema per incontro sul romanzo storico

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Simona Bertocchi all'isola del cinema Roma

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Simona Bertocchi è nata a Torino, toscana di adozione, vive attualmente a Montignoso, provincia di Massa Carrara. Lavora nel settore del turismo, ma l’altro mestiere è scrivere, attività che avverte quasi come un bisogno primario. Al momento ha 6 libri editi, alcuni dei quali giunti alla seconda edizione. Tanti i media che si sono occupati della promozione e recensione delle sue pubblicazione dalle testate giornalistiche, alle radio, alle televisioni nazionali e locali. Si occupa anche di volontariato essendo segretaria di uno sportello d'ascolto anti violenza. E’ appassionata di viaggi, di letteratura e di tango (che balla da qualche anno) Organizza e conduce salotti culturali e letterari in Toscana in collaborazione con importanti associazioni culturali, case editrici e librerie. SITO INTERNET: http://www.simonabertocchi.it

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domenica 21 febbraio 2016

L’ECO DELLA CULTURA. Se n’è andato Umberto Eco, un’icona della nostra Cultura, uno degli ultimi veri intellettuali.


Il 20 febbraio 2016 se n’è andato un'icona della nostra cultura, uno dei simboli della letteratura moderna.

Mi chiedo chi ieri, postando frasi dai suoi libri, abbia veramente letto Umberto Eco. Succede sui social che alla morte di un grande personaggio per due giorni (non di più) ognuno posti frasi, foto, pezzi di film, di libro o di canzoni. E’ morto Umberto Eco uno scrittore che ho amato e odiato, un filosofo e semiologo autore di numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia. Laureato in filosofia, docente di estetica, professore dal 1975 al 2008 all’Università di Bologna, Dottore Onorario nelle università di tutto il mondo. Lo scrittore per eccellenza di Einaudi aveva 84 anni anche se la sua vita così intensa, i suoi continui viaggi, incontri, tesi, studi, esperimenti l’hanno fatta sembrare infinita. Ero quasi convinta fosse immortale, una vita non poteva bastargli.  

Dal mio punto di vista ha eccelso più come umanista che come narratore di storie, eppure riconosco il genio del pensiero, l’artigiano della parola, l’uomo che ha lasciato in eredità un patrimonio letterario importante e ha dedicato una vita a questo. La sua narrativa, invece è per me un po’ barocca, eccede in descrizioni, spesso ripetute e, a volte, in sfoggio di erudizione. Lo apprezzo assolutamente molto di più per i suoi  saggi e tesi che non sono mai giornalistici ma mostrano l’anima, paradossalmente trovo caldi alcuni suoi saggi e spesso fredda la sua narrazione.